Ritiro Dedicato 2026: Quanto paga il GSE? (Guida e Calcoli)

Se possiedi un impianto fotovoltaico, una parte dell’energia che produci ogni giorno non viene autoconsumata e finisce nella rete elettrica.
Nel 2026, con il progressivo superamento dello Scambio sul Posto, il Ritiro Dedicato rappresenta la soluzione di riferimento per privati e PMI che vogliono valorizzare l’energia in eccesso senza complicazioni burocratiche o rischi legati al mercato libero.
L’obiettivo di questa guida è quello di aiutarti a fare una scelta consapevole, basata su dati reali e su un’esperienza concreta nel campo del risparmio energetico, evitando tecnicismi inutili e informazioni poco chiare.
Cos’è e come funziona il Ritiro Dedicato
Il Ritiro Dedicato è il meccanismo attraverso il quale il Gestore dei Servizi Energetici acquista l’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico e immessa in rete, ma non autoconsumata, riconoscendo al produttore un corrispettivo economico per ogni kWh ceduto. Il funzionamento del Ritiro Dedicato è pensato per essere semplice, trasparente e senza esposizione diretta al mercato elettrico.
Ecco cosa succede concretamente:
- l’impianto fotovoltaico produce energia;
- una parte viene autoconsumata per coprire i tuoi fabbisogni;
- l’energia in eccesso viene immessa in rete;
- il GSE ritira automaticamente l’energia e la valorizza economicamente;
- il produttore riceve pagamenti periodici direttamente sul proprio conto.
Il GSE agisce quindi come acquirente certo e intermediario unico, occupandosi di tutti gli aspetti commerciali, inclusi il ritiro dell’energia, la valorizzazione economica e la gestione amministrativa.
Nel 2026 il Ritiro Dedicato assume un ruolo ancora più importante perché:
- lo Scambio sul Posto non è più possibile per i nuovi impianti,
- il mercato dell’energia è più volatile,
- cresce l’esigenza di soluzioni semplici e prevedibili per monetizzare l’energia prodotta.
In questo contesto, il RID rappresenta la modalità standard di vendita dell’energia in eccesso, particolarmente adatta a:
- privati con impianti residenziali,
- PMI con consumi non sempre allineati alla produzione,
- produttori che vogliono evitare complessità contrattuali.
È importante chiarire un aspetto spesso fonte di confusione. Con il Ritiro Dedicato non vendi direttamente sul mercato libero e non devi negoziare contratti con operatori energetici. Il prezzo riconosciuto:
- segue il prezzo zonale dell’energia (legato alla tua area geografica),
- oppure, in determinati casi, beneficia dei prezzi minimi garantiti stabiliti da ARERA.
Questo meccanismo offre un buon equilibrio tra valorizzazione dell’energia prodotta e protezione dalle oscillazioni di mercato, soprattutto per i piccoli produttori.
Chi può richiedere il Ritiro Dedicato?
Il Ritiro Dedicato è una soluzione accessibile alla maggior parte dei produttori di energia da fonti rinnovabili, in particolare a chi possiede un impianto fotovoltaico.
Per aderire al servizio è necessario rispettare alcuni requisiti tecnici e amministrativi stabiliti dal GSE.
Può richiedere il Ritiro Dedicato chi è titolare di un impianto che rispetta queste caratteristiche:
- Impianto alimentato da fonti rinnovabili, come:
- fotovoltaico,
- eolico,
- idroelettrico,
- geotermico,
- moto ondoso o maremotrice;
- Potenza nominale fino a 10 MVA per gli impianti a fonti rinnovabili non programmabili;
- Qualsiasi potenza, se l’impianto rientra tra quelli programmabili o in specifiche configurazioni previste dalla normativa;
- Impianto regolarmente connesso alla rete elettrica e dotato di contatore di produzione.
Per la grande maggioranza degli impianti fotovoltaici residenziali e delle PMI, questi requisiti sono soddisfatti automaticamente.
La domanda di accesso al Ritiro Dedicato può essere presentata da:
- privati cittadini proprietari di impianti fotovoltaici domestici;
- aziende e PMI con impianti installati su capannoni o sedi operative;
- condomini, tramite amministratore o soggetto delegato;
- enti e soggetti pubblici, se titolari dell’impianto.
È fondamentale che il richiedente sia il soggetto responsabile dell’impianto, cioè colui che ha titolo a gestirlo e a incassare i corrispettivi dal GSE.
Dal punto di vista operativo, l’iter è piuttosto lineare:
- la richiesta di accesso al Ritiro Dedicato va presentata entro 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto;
- la domanda si inoltra esclusivamente online, tramite il portale informatico del GSE;
- una volta approvata, viene stipulata la convenzione di Ritiro Dedicato, con durata annuale o rinnovo automatico, salvo disdetta.
Anche per impianti già in esercizio da tempo, è spesso possibile verificare la possibilità di adesione o di passaggio al RID, valutando la situazione caso per caso.
Calcolo del guadagno: Prezzi minimi garantiti o prezzo zonale?
Uno degli aspetti più importanti da valutare quando si sceglie il Ritiro Dedicato è capire quanto si guadagna realmente per ogni kWh di energia immesso in rete. Il corrispettivo riconosciuto dal GSE può infatti seguire due meccanismi diversi, pensati per tutelare il produttore e valorizzare l’energia ceduta.
Prezzo zonale orario
Il prezzo zonale orario rappresenta il valore di mercato dell’energia elettrica nella zona geografica in cui si trova il tuo impianto, in una determinata fascia oraria.
In pratica:
- il prezzo varia ora per ora;
- dipende dall’andamento della domanda e dell’offerta di energia;
- riflette le condizioni reali del mercato elettrico nella tua area.
Quando il mercato è favorevole, il prezzo zonale può risultare più alto rispetto ai prezzi minimi, permettendo al produttore di ottenere un guadagno maggiore.
Prezzi minimi garantiti
I Prezzi Minimi Garantiti sono valori stabiliti annualmente da ARERA e applicati dal GSE per proteggere i piccoli produttori dalle oscillazioni negative del mercato.
In pratica, se il prezzo zonale risulta troppo basso, il GSE riconosce comunque il prezzo minimo garantito. Questo meccanismo è riservato ai produttori con:
- impianti fino a 1 MW di potenza nominale,
- fino a 2 milioni di kWh all’anno di energia immessa in rete.
Si tratta di una vera e propria rete di sicurezza, particolarmente utile per impianti domestici e di piccola taglia.
Il Ritiro Dedicato è una soluzione particolarmente indicata per chi vuole monetizzare l’energia in eccesso in modo stabile e prevedibile, senza dover monitorare continuamente l’andamento del mercato elettrico.
Ritiro Dedicato o Scambio sul Posto: Quale scegliere?
Per molti anni lo Scambio sul Posto è stato il riferimento principale per chi installava un impianto fotovoltaico. Oggi, però, il contesto normativo ed energetico è cambiato e nel 2026 il Ritiro Dedicato è diventato la scelta standard per la valorizzazione dell’energia in eccesso.
Lo Scambio sul Posto non era una vera e propria vendita di energia, ma un meccanismo di compensazione:
- l’energia immessa in rete veniva “scambiata” con quella prelevata in altri momenti;
- il beneficio economico dipendeva dal bilanciamento tra produzione e consumi.
Tuttavia, lo Scambio sul Posto non è più attivabile per i nuovi impianti.
E se ho già lo Scambio sul Posto?
Chi ha un impianto esistente con Scambio sul Posto può continuare a utilizzarlo fino alla scadenza prevista, ma è importante iniziare a valutare per tempo:
- quando e come passare al Ritiro Dedicato;
- se integrare un sistema di accumulo;
- se entrare in una Comunità Energetica.
Un’analisi preventiva consente di evitare perdite economiche e sfruttare al meglio l’evoluzione normativa.
Nel nuovo scenario energetico, il Ritiro Dedicato non è più una semplice alternativa, ma rappresenta la soluzione di riferimento per valorizzare l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico.
Come massimizzare il guadagno (e perché serve l’accumulo)
Vendere energia è un ottimo vantaggio, ma ricorda: l’energia che vendi alla rete viene pagata meno di quella che acquisti dal fornitore (su cui gravano tasse e oneri). Per questo motivo, la strategia vincente nel 2026 non è solo fare il Ritiro Dedicato, ma abbinarlo a una batteria di accumulo ben dimensionata, che ti permetta di vendere solo l’energia che avanza davvero.
Capire se ti conviene un impianto più grande per vendere di più, o uno con più accumulo per comprare meno, richiede un calcolo preciso. Noi di abbassalebollette.it consigliamo sempre di confrontare quanti più preventivi possibili. Inoltre, selezioniamo i migliori installatori della tua zona per garantirti non solo il prezzo migliore, ma la sicurezza di un impianto che duri nel tempo.
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Sommario:

Laureato in Economia alla Bocconi, è tra i fondatori di Abbassalebollette. Esperto del mercato dell’energia e della green economy, approda in Abbassalebollette.it dopo una ventennale esperienza nel marketing delle principali utility italiane.
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3 Commenti su “Ritiro Dedicato 2026: Quanto paga il GSE? (Guida e Calcoli)”
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Impianto Fotovoltaico
Fotovoltaico con Accumulo









4 Febbraio 2026 alle 15:28
[…] se avete usufruito del Superbonus 110%, oppure avere un grande impianto non asservito ad una utenza domestica, allora dovete optare per la tariffa con ritiro dedicato […]
18 Marzo 2021 alle 10:13
Buongiorno,
installerò a breve dei pannelli fotovoltaici avvalendomi del Superbonus 110%. Ilo fornitore dei pannelli mi dice che dovremo avvalerci di un ingegnere che effettuerà le pratiche per la cessione dell’energia: dal vostro articolo sembra che non sia necessario un ingegnere per attivare la fornitura (mi parlava anche di e-distribuzione e Terna). Qual è la pratica completa? Posso farla anch’io senza l’ausilio di un ingegnere abilitato?
28 Luglio 2021 alle 10:23
Ciao Dario,
il disbrigo delle pratiche può sempre essere fatto in autonomia. Se, tuttavia, non si ha il tempo necessario o non si hanno le competenze necessarie, ci si può affidare ad un tecnico che, probabilmente, effettua quotidianamente questo tipo di attività, riducendo tempistiche e possibilità di errore.
Lo Staff di Abbassalebollette.it